Suor Vissani: “Solo l’amicizia dei cuori porta alla vera pace”

Suor Vissani: “Solo l’amicizia dei cuori porta alla vera pace”

“L’Onu riconosce l’importanza dell’amicizia come un sentimento nobile e prezioso nella vita degli esseri umani in tutto il mondo”, afferma a In Terris la direttrice del Centro di spiritualità sul Monte

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Foto @ Unsplash

Sul valore umano e sociale dell’amicizia In Terris ha intervistato suor Anna Maria Vissani, originaria di Tolentino, responsabile del Centro di spiritualità sul Monte. La religiosa, Adoratrice del Sangue di Cristo, ha conseguito il dottorato in Teologia Morale nel 1985, il Master in Bioetica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 1995. Ha il titolo di Licenza in Teologia spirituale, ottenuto all’Università Gregoriana. Ha insegnato, per diversi anni, in istituti di Scienze Religiose nelle Marche, teologia morale e teologia spiritale. Ha conseguito il diploma di Grafologia nel 2008, con specializzazione in Consulenza della Personalità. Dirige un Centro di Spiritualità a Castelplanio (Ancona) dal suo inizio con corsi di spiritualità e di preghiera, corsi di preparazione al matrimonio, corsi per famiglie e adulti in genere. Guida Esercizi Spirituali per diverse categorie di persone. Dedica molto tempo ad ascoltare persone con difficoltà relazionali. Da sempre ha avuto una particolare attenzione al tema della donna nella società e nella Chiesa e ad argomenti di attualità come la fragilità, l’amicizia, la relazione. Pubblica libri a sfondo psicologico-spirituale. L’Onu ha hai istituito nel 2011 la gior­nata internazionale dell’amicizia il 30 luglio, per promuovere il dialogo tra i popoli, tra le civiltà e le nazioni. Nel documento di presentazione si riconosce l’importanza dell’amicizia come un “sentimento nobile e prezioso nella vita degli esseri umani in tutto il mondo”.

Estratto libro "Amicizia oltre le fragilità"
Foto: Centro di spiritualità sul Monte

Suor Anna Maria Vissani come è nata l’dea di scrivere con Simonetta Mosciatti  il libro “Amicizia oltre le fragilità. Per un legame antico e sempre nuovo” (Edizioni Velar)?
“In molte esperienze di aiuto e di ascolto di adolescenti e giovani ho toccato con mano (meglio dire con il cuore) la sete di relazioni stabili, affettuose capaci di sostenere il cammino di crescita, fatto di sogni e di desideri da far fiorire con l’apporto di un amico/a che cammina al proprio fianco con delicatezza e sincerità. Il primo pensiero è stato di scrivere un libro sull’amicizia per giovani; poi lo abbiamo aperto anche agli adulti, per testimoniare la stabilità di questo delicato e prezioso legame.
In che modo la riflessione sul valore dell’amicizia crea connessioni e reti? Ciò vale sia nella sfera privata che nella vita pubblica?
“Sant’Agostino scrive una sentenza rimasta famosa: “sine amico nihil ami­cum”, “senza l’amico nessuna cosa è amica”. Il mondo appare più amichevole con il dono dell’amicizia. La vera amicizia gua­risce dal narcisismo, dall’amore di sé: dalla philantia. L’amicizia si racconta, la storia è piena di amicizie speciali, di superbe narrazioni di fatti amichevoli e di testimonianze a riguardo. Inoltre, chi ha avuto il dono dell’amicizia desidera condividerlo e darne dimostrazione, perciò l’amicizia è generatrice di grandi movimenti culturali e sociali, di cambiamenti e rivoluzioni storiche. L’amicizia tra i popoli favorisce la pace e la concordia. L’epistola, che la caratterizza, trabocca di corrispondenze tra amici che si sono riconosciuti, ritrovati e sostenuti in legami duraturi e fruttuosi. L’amicizia sorride e si prodiga, perciò ci
viene da esclamare: ‘benvenuta’ amicizia! Accogliamo il suo sguardo benefico, che consola e fa esultare il cuore. Dopo aver letto questo libro possiamo credere che è possibile tracciare sentieri di pace per un futuro più generativo. Stiamo attraversando fragilità personali e sociali che potrebbero oscurare l’attesa di un mondo che invoca amicizia e relazioni forti e durature. Tutti, giovani e adulti, ci impegniamo a irradiare
nell’avvenire la luce di liete speranze, benedire chi ci vive accanto
o chi da lontano e nella sua solitudine ci aspetta”.

Estratto libro "Amicizia oltre le fragilità"
Foto: Centro di spiritualità sul Monte

Il libro raccoglie i racconti di amicizie autentiche di giovani e adulti che hanno accettato di aprire pagine del loro vissuto. Cosa unisce queste vicende?
“Il filo rosso che unisce questi racconti può essere cosi descritto: L’amicizia rientra tra i valori più alti della vita! Le autentiche amicizie sono quelle che superano la prova del tempo e delle lontananze. Tutte le storie narrate affermano che l’amicizia ha bisogno di cura, fedeltà e capacità di uscire da se stessi per non pretendere di trasformare l’altro/a a propria immagine”.
Ognuno di noi è fragile e perituro, è più frequente accettare la nostra fragilità e la fragilità altrui, oppure al contrario optare per l’agonismo e vivere in lotta continua con se stessi e con gli altri?
“Mostrare la propria debolezza può essere di coraggio per gli amici, aprendo il cuore alla confi­denza e alla reciprocità. Mostrare i propri vuoti è occasione favorevole per creare spazi nuovi utili, spesso necessari, a tutto ciò che non ha spazio e dunque costretto all’emarginazione. L’amicizia richiede uno scambio simmetrico e partecipato, vuole lasciare tracce concrete di sé.

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Foto di Duy Pham su Unsplash

Può farci alcuni esempi al riguardo?
“In uno dei racconti del libro leggiamo: ‘Da adolescente, quando l’amicizia diventa fondamentale, cerchi di essere uguale agli altri per sentirti parte del mondo che ti ruota attorno. Con il passare degli anni, inizi a incamminarti per sentieri nuovi e sconosciuti… Gli amici te li ritrovi come compagni di viaggio insostituibili. Sono doni, regali grandi che semplicemente si accolgono’. Una ragazza di 14 anni scrive: Io sono stata ferita, ma penso di aver ferito a mia volta. Ho preso decisioni affrettate e sbagliate senza ragionare, non pen­sando allo stato d’animo dell’altro, ma dopo qualche ora già mi pentivo. Allora subito provavo a rimediare, ma a volte non è stato sufficiente. Ci sono varie persone che mi hanno avvilita, offesa e tradita, ma, nonostante ciò, non ho mai smesso di credere nella bellezza dell’amicizia’”.

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Foto di Antonino Visalli su Unsplash

Non si può diventare amici per caso, l’amicizia è un dono. Si possono tracciare sentieri di pace per un futuro più generativo, ricco di relazioni amicali?
“Nel sesto capitolo  intitolato ‘amicizia generativa’ abbiamo affermato che l’amicizia si racconta, la storia è piena di amicizie specia­li, di superbe narrazioni di fatti amichevoli e di testimonianze a riguardo. Inoltre, chi ha avuto il dono dell’amicizia desidera condividerlo e darne dimostrazione, perciò l’amicizia è gene­ratrice di grandi movimenti culturali e sociali, di cambiamenti e rivoluzioni storiche. L’amicizia tra i popoli favorisce la pace e la concordia! Ho voluto testimoniare io stessa di una bella relazione di amicizia con il dottor Carlo Urbani, il medico che ha scoperto e fermato la Sars. Ci siamo incontrati per una grande fiducia reciproca e presto mi chiese di fare un passo oltre la semplice amicizia: diventare sua consigliera spirituale. La condivisione di alcune problematiche e il desiderio di vivere con integrità e trasparenza hanno sostenuto i passaggi necessari per superare le difficoltà della vita e generare fiducia in un futuro ricco di luce e di speranza. Porto nel cuore tutto quanto lui mi ha confidato nel tempo. I momenti più proficui sono quelli della ricerca reciproca di valori alti, dentro una società che delude e blocca la speranza”.

Foto di Laura Chouette su Unsplash

Quali sono i frutti dell’amicizia?
“Anche nelle avversità l’amicizia fa germogliare nuovi semi, dove tutto sembra arido, pure nella debolezza è capace di asciugare le lacrime e ravvivare gli animi. I frutti dell’amicizia sono perle preziose, parole-chiave per aprire le porte della speranza e del cambiamento, dei veri e propri ingredienti spirituali. Ossia fedeltà e condivisione le più importanti, da mettere in pratica con gesti di amore e di fratellanza. L’amicizia per i cristiani ha un valore speciale in quanto Gesù stesso ci chiama amici e si è circondato di varie amicizie. In un mondo sciatto e melmoso diventa un rapporto prezioso da coltivare, un farmaco risanante, come un’ancora di sentimenti positivi”.

 

 

 

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