Tu fuoco, io brace

Ti ho conosciuto

nel desiderio

ti ho incontrato

nella mancanza

ti ho udito

nel silenzio

ti ho visto

nella notte

ti ho toccato

nella fame.

Negli abissi vertiginosi

del mio mare

tu fuoco

io brace.

Laccio che mi libera

verità che mi sazia

voce che mi scuote

cielo che mi inonda

senso che mi inebria.

Tu fuoco

io brace.

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Come giara

09

Come giara a Cana

in cui l’acqua stagnante

è divenuta vino di festa.

Dal fondo,

in vortice concentrico,

smarrita, ogni goccia

teme di lasciarsi andare

nel rubino che la penetra

e la dissolve.

Ma è inebriata

e cede.

La parete porosa avverte

la densità diversa

del liquido che ora la riempie,

corposo

del profumo del sole,

della dolcezza dell’incontro,

del dolore della potatura,

delle lacrime del torchio.

Spinge il vino

e preme

e invoca la mescita.