1 luglio FESTA DEL PREZ.MO SANGUE

aurora

Non credo al caso né tanto meno alle coincidenze e celebrare il nostro venticinquesimo di matrimonio unito alla festa del Preziosissimo Sangue di Cristo, qui, al Centro di spiritualità “Sul monte”, al quale ogni tanto negli anni passati ed ora più assiduamente io e mio marito facevamo ritorno, sicuramente non è nessuna delle due cose. Ho conosciuto e frequentato le suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue quando avevo all’incirca diciassette anni e non stavo ancora insieme a mio marito. Le vicissitudini della vita poi mi hanno portata altrove, ma sempre alla ricerca di quella fonte che zampilla continuamente e che solo Lei è in grado di dissetarci. Ricordo che da fidanzati, prima di sposarci, preoccupati per il futuro, il lavoro, la casa, un sacerdote ci disse: “Cercate prima il Regno di Dio. Il resto vi sarà dato in sovrappiù”. Durante il cammino e la ricerca, forse qualche volta ci siamo anche persi, e non è un caso, quindi, che oggi, siamo qui a rinnovare le nostre promesse. Già, rinnovare. Solo l’Amore, quello con la a maiuscola è fedele alle Sue. Le nostre, con Lui e tra di noi, vanno rinnovate. Ma non nel senso che vanno fatte di nuovo, nel tempo, perché quelle fatte venticinque anni fa sono scadute, e così prolungarle per altri venticinque, ma per renderle nuove, per lasciar entrare oggi e giorno dopo giorno il soffio dello Spirito che ci trasforma, rende nuovo il nostro sguardo e il nostro cuore e ci rinnova. Pur nella fatica, nella debolezza, nelle fragilità, nelle incomprensioni, nei silenzi e nelle stanchezze, entrando nella vita con lo sguardo che scruta l’orizzonte e lasciando aperto il cuore all’attesa umile e fiduciosa che le situazioni maturino, scopriamo che il nuovo irrompe. Il sangue di Cristo, versato sulla croce, irriga e vivifica le nostre storie e quelle di tutti come rugiada feconda proprio nel momento più duro e più faticoso, proprio quando sembra che la vita non ce la faccia e l’abitudine, la quotidianità, le chiusure e le difficoltà sembrano spegnerne la linfa. Ma proprio allora la fedeltà dell’Amore riversa la sua grazia e ci rende coraggiosi e capaci di guardare oltre, di osare passi nuovi, ci rende capaci di passione, di patire ma anche di slanciarci con tutto il nostro cuore verso il nuovo che fiorisce nell’apertura e nell’accoglienza reciproca dei nostri limiti, nel perdono e nella libertà, certi della sua parola: “ Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. Oggi, quindi, siamo qui grati al Signore per la nostra vita, per quella di ciascuno di noi, che ci ha plasmato con le nostre ferite e i nostri vissuti, e per quella vissuta insieme, a volte ricca di gioia altre faticosa e in salita, per la vita dei nostri figli, che non è nostra, ma della quale vorremmo sentissero sempre il senso più profondo che è bellezza, verità, autenticità, giustizia, perdono e dono di sé. Incarnazione, morte e resurrezione, il mistero pasquale si incarna continuamente nel mondo e nelle nostre storie. Vissuto in pienezza ci renda testimoni credibili del volto misericordioso del Padre e della gioia piena in Cristo, certi che tutti i semi che spargiamo e anche quelli che disperdiamo sono già raccolti in Dio. Nel libretto che avevamo preparato venticinque anni fa per il matrimonio, alla fine avevamo riportato un brano di Gibran sull’amore. Quella volta il senso profondo era solo intuizione, in questi anni la vita lo ha svelato e reso reale.

 “Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo, Benché le sue strade siano aspre e scoscese. E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui, Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi. E quando vi parla, credetegli, Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino.

Perché come l’amore v’incorona così vi crocifigge. E come per voi è maturazione, così è anche potatura. E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole, Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra. Come fastelli di grano, vi raccoglierà. Vi batterà per denudarvi. Vi passerà al crivello per liberarvi dalla pula. Vi macinerà fino a farvi farina. Vi impasterà fino a rendervi malleabili. E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro per il banchetto divino. Tutto questo farà in voi l’amore, affinché conosciate i segreti del cuore, e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della Vita.”

IL SANGUE DI CRISTO CHIAMA A NOVITA’ DI VITA

  arriva l'aurora051“Sul Monte Dio provvede”- Centro di Spiritualità a Castelplanio (AN)

 “Goccia a goccia / come stille di sangue / colmi la mia coppa di vino.

Grappoli spremuti / dal torchio della vita, / resi ricchi e succosi / dalla linfa della vite.

Bagno le mie labbra alla coppa / e assaporo la gioia della festa.”

E’ difficile sintetizzare in poche righe il cammino di anni e quello che l’incontro con il Centro di Spiritualità “ Sul Monte” ha portato nella mia vita, ma provo a farlo, ringraziando innanzitutto l’Amore, fonte inesauribile di grazia e di misericordia e, strumenti docili del suo progetto, suor Anna Maria, suor Maria Rosa e don Mariano.

(Davvero sei un Dio paziente e fedele!) Il primo ricordo è di circa trent’anni fa, appena uscita dal liceo, in quelle stanze calde e accoglienti di piazza della Repubblica, con “l’anno di volontariato”, un anno vocazionale (gia’, vocazionale! Ora, a distanza di trent’anni, so che “vocazione” e’ l’azione di chiamare. E se Qualcuno ti chiama per nome è perché sa chi sei e tu ti riconosci in quel nome. E solo dopo puoi rispondere), con le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, embrione di quello che sarebbe diventato il Centro di Spiritualità “Sul Monte”. Ricordo gli incontri di preparazione e l’atmosfera che si respirava. Mi rivedo in cappellina a pregare il salmo 139: “ Signore, tu mi scruti e

mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo. Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo. Ti sono note tutte le mie vie.” A Lui erano note, a me non ancora, anzi, erano piuttosto nebulose. L’anno di volontariato prese il via senza di me; non avevo avuto la forza di contraddire i miei genitori e partii per l’università, andando oltretutto piuttosto lontano. Per qualche anno ho continuato la mia vita e coltivato varie esperienze fino all’anno del mio matrimonio. Stavolta non erano le suore del Preziosissimo Sangue ma i missionari, quelli di San Gaspare, in missione appunto nella mia parrocchia proprio in quel periodo e che ricordo come un’esperienza forte ed intensa. E sempre in quel periodo, in un momento di fatica e di ricerca, ricordo un’altra salita su quel monte dove “Dio provvede”. E quindi il matrimonio, i figli, il lavoro,

la parrocchia, il catechismo e una miriade di esperienze alla ricerca di qualcosa che colmasse una nostalgia profonda e il desiderio di vita piena. Ogni tanto, sporadicamente, tornavo al Centro di Spiritualità “Sul Monte”, sicuramente luogo fisico, ma anche metafora del cammino interiore e spirituale che stavo facendo, fatto di discese e risalite, deserti e valli. C’è una frase che mi risuona guardando al passato, è di fratel Arturo Paoli: “Voltandomi indietro trovo con molta gioia che le svolte della mia vita sono state sempre guidate da Colui che chiamo L’Amico e la sua voce costantemente mi avvisa -obbedisci, poi capirai. ”. E il Signore è un grande pedagogo. Dovevo, il più delle volte senza capire, prima sperimentare e vivere nella quotidianità della mia vita, a volte ben torchiata, il significato profondo del Sangue versato, il mistero pasquale di morte e resurrezione, finché pian piano ho scorto i segni della Sua presenza. Una serie di circostanze mi hanno riportata ultimamente e più assiduamente al Centro. E lì, “sul monte”, il Signore si è “fatto vedere”. E ha il volto splendente del Cristo che ama me e ciascuno fino a dare la vita, fino al Sangue versato. Il sangue che irriga i sentieri della storia e li vivifica, che è fecondo di infinito, che spinge ad osare passi nuovi, che chiede di essere donato nella gratuità perché altre vite risorgano dalla disillusione, dalla disperazione, dal vuoto, dal non senso, che è sforzo supremo di far brillare il bene e la vita dove l’uomo grida morte e dolore, che nel mistero pasquale rivela il volto misericordioso del Padre.

Mistero che abita la mia vita, di tutti e di ogni cosa, mistero che si incarna nella storia, mistero che chiede abbandono nella certezza della Sua parola: “ Ecco, io faccio nuove tutte le cose”, mistero che è passione e gloria, passione che ci macina come frumento e che è anelito del cuore che spinge ad amare oltre misura certi che, perdendo tutto, siamo già risorti con Lui nella vita dell’Eterno. Ora il “disegno” è più chiaro, “ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo e come quelle della terra”, l’identità pasquale abbraccia l’uomo, la storia, il creato. Ed è lo spirito del Risorto che con forza ripete ancora oggi: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. E allora il Centro di Spiritualità “Sul Monte” è stato ed è, con le sue molteplici attività, dono prezioso e riferimento importante per scoprire il soffio dello Spirito nella nostra esistenza, liberarlo e nutrirlo, luogo di formazione, di silenzio e preghiera, dove identità, centro e culmine è il mistero eucaristico del Corpo e Sangue di Cristo, al quale attingiamo l’energia di vita divina che ci rende capaci di incarnarlo nella storia e collaborare alla costruzione del Regno.

(Cristiana Filipponi di Jesi- AN)