PENTECOSTE

19 mag

LO SPIRITO SANTO TRASFORMI E ILLUMINI LA NOSTRA MENTE, IL NOSTRO CUORE E PLASMI IL NOSTRO CORPO E LA VITA!

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Pentecoste

Santa Maria De Mattias// 18 maggio 2003-2013

18 mag

Crux, ave spes unica!

Il caldo di quell’estate del 1866 era veramente afoso. E per Maria De Mattias lo era ancora di più perché dal 30 aprile non s’era più rialzata dal letto per i tanti malanni. Ricordava bene quella data: era la festa della sua Santa Caterina.

Forte era, ormai da tanti giorni, la sua calma interiore quanto confusa e piena di conflitti la situazione politica. Nella sua giovinezza Maria si sarebbe ribellata e avrebbe fatto qualcosa; ora non faceva che ripetere: “Non più sangue, Gesù mio, non più sangue!”. E ripiegava la testa sul cuscino bagnato di sudore.

Sembrava come una pietra immobile, infossata nel letto del fiume, levigata dall’acqua che scorre continuamente. O meglio, pensando a tutta la sua vicenda, più d’una delle sue suore la paragonavano  ad una pietra,   tratta dalla montagna, grezza e senza forma, che la storia ormai aveva ben modellato. Si poteva collocarla al suo posto nella costruzione del Regno di Dio.

Dio era stato per lei come quello scalpellino che stava lavorando sotto la sua finestra da diversi giorni. Batti e ribatti, ogni pietra è pronta per fare la casa.

“Vuole che lo facciamo smettere?”, chiese premurosa una suora. “No, no, lui deve pur lavorare per la sua famiglia – rispondeva la Madre –. Per me è come una parabola che il Signore, sentendo questo rumore, racconterebbe così: Il Regno dei cieli è simile a un uomo che tutte le mattine esce di casa per fare il suo lavoro di scalpellino. Siede davanti ad un mucchio di pietre senza forma e con martello e scalpello le fa diventare un piccolo pezzo di casa. Così Dio fa con i suoi figli, pietre vive su Cristo, la pietra posta a fondamento. Io sto per essere definitivamente collocata al mio posto. La calcina che mi unisce a Lui e a tutte voi è il Sangue prezioso di Cristo”.

Diceva questo con affanno ma con pace. E le sue figlie ascoltavano attente, quasi scorgendo sul volto della loro Madre il volto di Cristo.

Qualcuna di loro l’aveva conosciuta in altri momenti, quando manifestava tutto il suo vigore e la sua intraprendenza, a volte anche durezza. Vedevano in lei ora un capolavoro dello Spirito che con lo scalpello della Croce l’aveva ben modellata.

Sul letto di morte Maria benediceva il Padre anche per averle dato una guida spirituale – don Giovanni – che non si era arreso di fronte alle sue durezze. “Le parole di lui – raccontava – erano per me come spine o come chiodi o addirittura come croci”. Da don Giovanni, dai suoi consigli, aveva appreso a conoscere e a fare la volontà di Dio, ad ogni costo.

Batte e ribatte lo scalpello sulla pietra.

Maria ormai senza più voce, senza più forza, si immergeva nel canto delle sue suore “O Crux, ave spes unica”. E si lasciò come sgretolare nel fiume che la portava al Padre.

Morì come aveva sempre vissuto: con la croce sulle spalle e un canto di grazie nel  cuore, per i tanti segni di redenzione che aveva visto operare dal suo Signore Crocifisso e Risorto.

Era il 20 agosto del 1866.

10 anni dalla Canonizzazione

16 mag

Sola con il Solo

In una sua lettera circolare del 1854, scritta alle suore, Santa Maria De Mattias confida: “Dobbiamo essere crocifisse con Gesù Cristo… io non vorrei altro che predicare Gesù Crocifisso per tutto il mondo. Amiamo Gesù Crocifisso, sorelle, amiamo Gesù Crocifisso!… Io sono disposta di morire per l’obbedienza, ho fiducia in Gesù Cristo, che mi darà la forza e il coraggio, desidero di essere distrutta per Gesù Crocifisso e per la mia cara mamma Maria santissima.
Un anno prima di morire, nel 1865, a suor Tecla Colonna scrive: Passeremo per molte tribolazioni per entrare in Paradiso. Confidenza grande nel Prezioso Sangue di Gesù. Chiediamo a Dio per conoscere la preziosità dei patimenti. Ad un’anima che ama Gesù Cristo il patire l’è caro e gli sembra di non patire per chi tanto ha patito ed è morto crocifisso per nostro amore.
Maria muore il 20 agosto 1866, consapevole di essere stata esaudita nel suo desiderio di totale consumazione della vita in Dio. “Gesù mio, io sono tutta tua e tu sei tutto mio; voglio consumare la mia vita per te; come voi l’avete consumata per me.
Così realizza in sé quella “morte” a tutto ciò che non è amore per Gesù Cristo, considerando “tutto” una perdita a motivo di Lui, al fine di guadagnare solo Cristo e partecipare alla sua gloria. Può ella vivere intensamente perché è conquistata da Gesù Cristo e si lascia plasmare unicamente da Lui e dal suo Spirito. Con san Paolo può più volte ripetere “…sono stato conquistato da Cristo Gesù.
Negli ultimi giorni di vita, Maria ripete con fiducia: “Oh avessimo noi la sorte di finire i nostri giorni nel bacio del Signore. È il “morior quia non morior” di santa Teresa D’Avila.
In tutta la sua vicenda terrena, ha cercato solo di comprendere “l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità” del mistero della salvezza. Conosce “l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza” col divenirgli conforme, attraverso la partecipazione piena al Mistero della Redenzione. Ha meritato così di essere ricolma di tutta la riconoscenza di Dio.
Ella ci invita, ancora oggi, a seguire coraggiosamente i passi dello Spirito, che apre la pista lungo i sentieri della vita. In salita. Verso la santità.