Per arrivare al Centro di spiritualità “Sul Monte”  si sale. E non potrebbe essere altrimenti. Ma non si tratta di una ascesa soltanto fisica. C’è di più, molto di più.

Questo è un salire che coinvolge corpo e anima in una dimensione di spazi chiusi e aperti che permettono di respirare il silenzio e di vivere luoghi e momenti di solitudine.

In Vallesina, ormai, il Centro è molto conosciuto, è un punto di riferimento essenziale per quanti cercano altro dalla vita o si cercano. Le sue radici, anzi, arrivano a lambire tanti luoghi della penisola. Motore ed anima è suor Anna Maria Vissani, della Congregazione Adoratrici del Sangue di Cristo, che condivide  insieme a suor Maria Rosa Feretti la fattiva e dinamica collaborazione, la presenza, tra il giardino e le mura di questo luogo deputato non soltanto alla spiritualità ma anche «a una via segreta e potente per apprendere l’arte di amare e di donarsi senza remore». Don mariano Piccotti, parroco del paese e Direttore spirituale nel Seminario teologico di Ancona, sostiene e guida insieme alla comunità le iniziative del Centro.

Una spiritualità calata nel quotidiano con l’esercizio della preghiera per arrivare a guardare il mondo con occhi diversi

Perché “Sul Monte”? Il suggerimento venne da un monaco: «Sul monte Dio provvede (Gen. 22,14)».  Dunque, sta a significare «la fede che avrebbe dovuto accompagnare quotidianamente la completa adesione al disegno di Dio, che per maturare doveva passare attraverso la prova e il rischio, indicando l’altitudine delle scelte della vita e il coraggio di portare a compimento l’opera iniziata».

Il Centro cammina nel solco della tradizione carismatica della Congregazione – fondata nel 1834 da santa Maria De Mattias, sulle orme di san Gaspare del Bufalo -,  che la potenza salvifica del Sangue del Redentore illumina e guida. Le adoratrici sono chiamate a essere, infatti, mettendo al servizio degli altri il dono ricevuto da Dio, «voce dei senza voce, a promuovere la pace, la riconciliazione, la giustizia, la tolleranza, l’amore, il rispetto della persona, così che la Carità di Cristo sia accolta da tutta l’umanità». E a loro, di recente, si sono affiancati alcuni laici costituendo il nuovo gruppo “Sanguis Christi”.

“Sul Monte”, dopo il restauro completato nel 1986 – prima ospitava il Convitto Magagnini per l’educazione dei giovani –  mette a disposizione 24 posti letto, due cappelle, il giardino panoramico, varie sale e una biblioteca con più di seimila volumi. Tra questi, naturalmente, spiccano le pubblicazioni curate dallo stesso Centro.

Intensa e dispiegata nell’arco dell’intero anno è l’attività, che vede coinvolti anche laici in incontri e corsi per la formazione della vita spirituale, conferenze, riflessioni teologiche e viaggi  a sfondo culturale, alla scoperta di una spiritualità coniugata alla storia e alla natura, da condividere insieme. Inoltre, attività di counseling e grafologia. Ma anche canto, danza e musica abitano lì.

2La specificità del Centro è la capacità di guidare, con discrezione e delicatezza, senza nessuna forzatura. Una spiritualità calata nel quotidiano con l’esercizio della preghiera per arrivare a guardare il mondo con occhi diversi. Con gli occhi di Dio. (p. n.)

Oltre ai corsi e incontri presso la sede del Centro, la comunità anima esperienze e a offre conferenze, riflessioni teologiche e corsi di spiritualità in Diocesi e altrove. Dall’inizio (1986) sono stati scritti e pubblicati quaderni di spiritualità, libri per l’approfondimento del Mistero Pasquale, libri per educare alla preghiera, libri di ricerca teologico-pastorale (vedi PUBBLICAZIONI).

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