Dall’ateismo alla contemplazione mistica

31 ott

In Raissa fede e ragione, contemplazione e azione, umanità e santità, mistica e poesia si incontrano e si fondano fino a trasformarsi in espressione di quella grazia che perfeziona la natura, purifica e illumina la mente. Si tratta di una testimonianza della presenza di Dio tra noi. Pertanto ha anche un valore apologetico oltre che intellettuale, mistico e profetico.

A 13 anni si domandava: “se Dio esiste, è infinitamente buono e onnipotente. Ma, se è buono, perché permette la sofferenza? E se è onnipotente, perché tollera i cattivi? Dunque Dio non è né onnipotente, né infinitamente buono, dunque non esiste.” La disperazione era in agguato. Raissa intuisce che senza la verità su Dio, su se stessi e sul mondo, la vita è assurda.

La conversione al cattolicesimo conduce Raissa insieme alla sorella Vera e al marito Jacques Maritain su strade nuove, ricche di scoperte, di esperienze e di impegni, percorse insieme. L’ispirazione di fondo delle loro scelte è chiara: “dobbiamo essere come religiosi di un ordine speciale, la cui regola contempla la vita nel mondo. Bisogna, per così dire, ingannare il mondo, avendo l’aria di condurre la vita del mondo. “Dobbiamo seguire la via della contemplazione nel mondo”. Il piccolo cenacolo ha un orario preciso: preghiera, lavoro, studio.

L’avventura intellettuale di Raissa ha una svolta decisiva dopo la lettura della summa teologica di San Tommaso. Fu per lei una liberazione, un’inondazione di luce, la scoperta della sua patria. Qui intuì che “stabilire la ragione sulla fede… non era indebolirla, ma fortificarla, non asservirla ma liberarla, non snaturarla ma ricondurla alla purezza della propria natura; come illuminare colui che avanza a tentoni e che cammina nelle tenebre non è condurlo fuori della propria strada, ma fargli vedere la via dove si propone di camminare” (R.Maritain, Amici, 203).

Scoprì che in San Tommaso “tutto era libertà dello spirito, purezza della fede, integrità dell’intelletto illuminato di scienza e di genio” (R.Maritain, ivi 205). Con commozione e gratitudine riconobbe che, con la summa, aveva ricevuto “la certezza delle verità prime concernenti l’intelligenza, e la gioia di vedere questa abbastanza forte per condurre fino al profondo della notte stellata della fede i principi della ragione” (R.Maritain, ivi 206).

Raissa ebbe a dire “Una sola forza può ancora opporsi alla follia generale: l’intelligenza illuminata dalla fede” (Diario, 102).Soltanto questa intelligenza – è il suo convincimento – sarebbe stata in grado di preservare l’umanità dal nichilismo, dallo scetticismo e dall’idolatria, insomma dalle “forze mostruose” che trascinano il mondo.

La vita interiore di Raissa è un piccolo cielo dominato dalla presenza di Dio e illuminato dal suo amore. La sua esistenza è stata ritmata da alcune precise direttive di marcia. Innanzitutto il primato di Dio. Esso comporta il totale dominio di Dio, sì che nella nostra vita si compia soltanto la sua volontà. “Ho il sentimento che quello che viene domandato noi, è di vivere nel turbine, senza conservare niente della nostra sostanza, senza temere per noi né riposo, né amicizia, né salute, né tempo disponibile…, insomma lasciarsi rotolare dalle onde della divina volontà” (Diario 220). Traguardo arduo ma non impossibile quando “sappiamo che Dio è amore e la nostra fiducia in Dio è la nostra luce” (Diario, ivi). A volte sembra che le “onde della divina volontà travolgano tutto, anche la mente e il cuore, ma sappiamo che annientando se stessi, si trova colui che si ama. L’io è un ostacolo alla visione e al possesso” (Diario, ivi 28).

(Tratto da un articolo comparso su Civiltà Cattolica n. 3630)

AMA SEMPRE!

26 ott

BimboAma Dio con tutto il cuore. Non significa ama Dio solamente, riservando a lui tutto il cuore, ma amalo senza mezze misure. E vedrai che resta del cuore, anzi cresce, per amare il marito, il figlio, la moglie, l’amico, il povero. Dio non è geloso, non ruba il cuore: lo moltiplica. Ama con tutta la mente. L’amore è intelligente: se ami, capisci prima, vai più a fondo e più lontano. Ama con tutte le forze. L’amore arma e disarma, ti fa debole davanti al tuo amato, ma poi capace di spostare le montagne.
Gli avevano domandato il comandamento grande e lui invece di uno ne elenca due, e il secondo è una sorpresa ancora più grande. La novità di Gesù sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola, l’unico comandamento. E dice: il secondo è simile al primo. Amerai l’uomo è simile ad amerai Dio. Il prossimo è simile a Dio, è la rivoluzione di Gesù: il prossimo ha volto e voce e cuore simili a Dio, è terra sacra davanti alla quale togliersi i calzari, come Mosè al Roveto ardente.
Per Gesù non ci può essere un amore verso Dio che non si traduca in amore concreto verso il prossimo. Ma perché amare, e con tutto me stesso? Perché una scheggia di Dio, infuocata, è l’amore. Perché Dio-Amore è l’energia fondamentale del cosmo, amor che muove il sole e l’altre stelle, e amando entri nel motore caldo della vita, a fare le cose che Dio fa
(Matteo 22,34-40)
 

PROGRAMMA DEL CENTRO

21 ott

http://www.slideshare.net/sulmonte/centro-di-spiritualita-sul-monte-depliant

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