DONNA TRAFITTA DAL DOLORE

11 set

 imagesV69V3NNL“..e anche a te una spada trafiggerà l’anima “ (Lc 2,35)

Maria partecipa alla sorte di Gesù, “giusto sofferente” e segno di contraddizione: su di lei piomberà il dolore come una spada di grande dimensione (rompháia).Secondo le parole profetiche di Simeone, quel Bambino avrebbe suscitato contraddizioni e contrasti, di cui avrebbe sofferto anche lei, la madre, che sentirà il suo cuore come trafitto da una spada… che   la trafiggerà al momento della crocifissione del Figlio.

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala” (Gv 19,25). Maria stava in piedi presso la croce, dice l’evangelista Giovanni! E’ rimasta lì piena di coraggio dinanzi alla fase più dura del suo cammino di fede . Ed  ha potuto stare in piedi, perché è restata salda la sua fede. Nella prova, Maria ha continuato a credere che Gesù era il Figlio di Dio e che col suo sacrificio avrebbe trasformato il destino dell’umanità(Giovanni Paolo II).  “«Donna, ecco tuo figlio!» (Gv 19,26). Accanto alla croce, Maria riceve il terzo annuncio dal Figlio suo che le rivela la sua chiamata a un’altra maternità, universale come lo è la redenzione da lui operata, frutto di un amore che non rifugge dalla sofferenza neppure di fronte alla morte di croce. Per Maria la maternità alla quale è chiamata sarà frutto della partecipazione all’amore e al dolore del Figlio suo per noi. (amv)

 

 

 

 

 

 

 

rinnovamento radicale

24 ago

538249_511175505592507_1147917515_n[1]E’ urgente per ognuno di noi, per le nostre comunità e per la società in cui viviamo mettere in moto un radicale rinnovamento. Racconta Geremia presso il vasaio ( cap.18 ): 1Questa parola fu rivolta a Geremia da parte del Signore: 2«Prendi e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola». 3Io sono sceso nella bottega del vasaio ed ecco, egli stava lavorando al tornio 4Ora, se si guastava il vaso che egli stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli rifaceva con essa un altro vaso, come ai suoi occhi pareva giusto. Allora mi fu rivolta la parola del Signore: 6«Forse non potrei agire con voi, casa di Israele, come questo vasaio? Oracolo del Signore. Ecco, come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa di Israele. 7Talvolta nei riguardi di un popolo o di un regno io decido di sradicare, di abbattere e di distruggere; 8ma se questo popolo, contro il quale avevo parlato, si converte dalla sua malvagità, io mi pento del male che avevo pensato di fargli. 9Altra volta nei riguardi di un popolo o di un regno io decido di edificare e di piantare; 10ma se esso compie ciò che è male ai miei occhi non ascoltando la mia voce, io mi pentirò del bene che avevo promesso di fargli.

L’esperienza del profeta tocca il bisogno di superamento della prima alleanza.  Vive la sua attività profetica tra il 626 e il 587 a.C.

Questi vent’anni sono stati molto importanti per la vita del popolo ebraico. Il piccolo regno di Giuda, coinvolto nel gioco delle grandi potenze (Egitto, Assiria, Babilonia), finì per essere schiacciato dal vincitore Nabucodonosor, re di Babilonia.

Questi conquistò Gerusalemme una prima volta nel 597 a.C. Lasciò intatta la città, ma condusse in esilio il re Ioiachin e un certo numero di persone qualificate.

Dieci anni dopo, Nabucodonosor ritornò a Gerusalemme per punire una ribellione del nuovo re, Sedecia. Questa volta distrusse la città e il tempio del Signore e deportò a Babilonia buona parte della popolazione superstite, insieme al re Sedecia. Nel territorio di Giuda rimase soltanto la gente più povera, sfruttata e maltrattata da bande di soldati sfuggiti al massacro.

Nel quadro di queste vicende storiche si inserisce l’attività del profeta Geremia. Egli ricevette da Dio l’incarico di spiegare ai suoi contemporanei il significato della tragedia che stavano vivendo. In un primo momento il profeta sperò di poter convincere il suo popolo ad evitare la catastrofe nazionale. Si oppose ai re, ai capi, all’opinione pubblica del suo tempo, e lo fece non per calcoli umani, ma per fedeltà alla missione ricevuta da Dio, alla quale ubbidirà sempre nonostante le difficoltà interiori ed esteriori, che si manifestano nei suoi lamenti rivolti a Dio (vedi ad esempio 11, 18-12, 6; 15, 10-21; 17, 14-18; 18, 18-23; 20, 7-18).

Quando la catastrofe si rivelò inevitabile, il profeta affermò la necessità di accettare il predominio dei Babilonesi e fu, per questo, accusato di disfattismo e tradimento. Ma egli amava il suo popolo e suggeriva la sottomissione perché scorgeva in essa l’ubbidienza al piano di Dio. Il disastro nazionale e il rifiuto opposto alla sua predicazione gli fecero comprendere che il comportamento umano può essere mutato solo da una trasformazione del modo di pensare e agire operata da Dio stesso (31, 31-34). Sperando in questo, egli poté annunziare ai deportati in Babilonia e a quelli rimasti in Giudea la futura rinascita.

Il piano di Dio non è la distruzione, ma il rifacimento continuo e nuovo. L’antica alleanza ne preannuncia una nuova basata sul dono dello Spirito ( il fuoco e l’acqua ). Al Capitolo 31 il Signore dice:

     «Ecco verranno giorni – dice il Signore – nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. 32 Non come l’alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Parola del Signore. 33 Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. 34 Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».

Questo rinnovamento avviene con il Mistero pasquale di Cristo. (SrAnna Maria Vissani)

20 ago

3DUE APPUNTAMENTI

AL CENTRO DI SPIRITUALITA’

 “Sul Monte”

Castelplanio (AN)

tel. 0731 813408 // 3357013647

Agosto 2014

 

    * PARLIAMONE IN TERRAZZO  -  SABATO 23 AGOSTO

ORE 20 (cena a buffet a offerta) poi incontro sul tema:  LA COERENZA E’  ANCORA UNA VIRTU?    Don Mariano ne parla con il prof. Massimiliano Colombi, sociologo dell’ITM di Ancona

** RITIRO SPIRITUALE PER TUTTI (mini corso di Esercizi spirituali)  sul tema:

E’ tempo di misericordia

5100078417_0064a69398_b[1]dal 29 agosto ore 18 al 31 agosto ore 18 (prenotazione obbligatoria)

 


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